“Perché” si chiede Isabella, “Perché dovrei accettare di andare a vivere con quei due?”
“Ma lo sai quanto costi alla società?” Mi ha chiesto qualche giorno fa quella signora che si è presentata in casa famiglia, accompagnata da una tizia che diceva di essere il mio tutore, e che io vedevo per la prima volta. La suora mi ha detto di essere gentile con loro: il giudice che sta prendendosi cura di me e l’assistente sociale del Comune che si occupa di pagare la mia retta, mi ha detto suor Maddalena, l’unica ad oggi che mi sembra si sia preoccupata almeno un po’ per me; ma non ci avevo mai pensato che fosse pagata per questo.
“No, non lo so quanto costo, non so davvero se valgo qualcosa, finora mi sembra che tutti mi abbiano buttata via, lei sa dirmelo il mio prezzo, forse non è poi così alto?” le ho risposto con le lacrime che trattenevo a stento e che avrebbero compromesso la mia aria da dura, l’unica che so contrapporre a chi cerca di mettermi in difficoltà.
Non mi ha risposto, ma quando mai qualcuno si preoccupa di rispondermi, mi ha guardata come si guarda un problema fastidioso, e mi ha detto “Noi ti abbiamo trovato una famiglia, due genitori che sapranno volerti bene ed assicurarti un futuro, sei così giovane e hai diritto a volere dalla vita il meglio, ma cerca di essere un po’ grata a chi fa tanto per te”. Poi senza aspettare una mia reazione, o avendo paura di doverla affrontare la mia risposta, si è girata ed è uscita dalla sala, accompagnata da una suor Maddalena gentile e formale così diversa dalla persona che la sera si siede sul mio letto a parlare, disposta ad accogliere i miei pensieri più tristi ma anche le mie intemperanze e miei sfoghi.
La suor Maddalena formale è rientrata nella sala dove ero rimasta livida di rabbia e di umiliazione, e senza incrociare i miei occhi mi ha detto che il giudice aveva letto la mia pratica in Tribunale e aveva deciso di seguirla in prima persona e che mi avrebbe offerto una preziosa opportunità di adozione, e che dovevo essere contenta per questo.
Ma io no, non sono contenta, mi stavo affezionando a suor Maddalena e certo questo è stato l’errore, già pensavo che qui sarei potuta rimanere, finalmente mi sembrava di avere un posto dove stare, un po’ mio, e invece… costa troppo si vede…
Ed eccoli qui questi due, che si aspettano? Che io gli corra incontro a braccia aperte? Ma chi sono e che diavolo vogliono da me? Non sono brutti come mi aspettavo, lui ha i capelli bianchi ma gli occhi sono azzurri e hanno un’espressione allegra, lei è proprio bella, lunghi capelli che le sfiorano le spalle, gambe sottili , è alta ed ha una bocca morbida, una bocca di cui ci si può fidare, forse. Ma mi guardano troppo, come mi volessero spogliare … anche loro … No non voglio vedere cosa mi hanno portato, non voglio andare a fare una passeggiata, figurarsi andare al cinema! No, non voglio stare con loro, mai!!!
Perché, perché devo andare via da qui? Perché devo ancora cambiare casa, un’altra volta… Perché nessuno mi chiede cosa voglio io, perché nessuno si chiede cosa voglio io? Perché nessuno mi insegna a capire? Perché?