Una nonna

di Simonetta Cavalli | tutti gli articoli dell'autore

Luciana ha gli occhi bassi, non riesce a guardare chi le parla, il suo sguardo sembra sfiorare l’altro per tornare a rifugiarsi dentro, lontano da un contatto che scrutandola la svuota.

Ha lunghi capelli, che rivelano una mancanza di cura e di rispetto per un viso che anche lei rifiuta di osservare, è dentro che guarda Luciana, tutto quello che è fuori è brutto, sporco, fa vergogna.

Ha gambe esili, di una bambina che sorreggono a fatica il corpo di una donna, “effetto del rachitismo” dice la anziana signora che è con lei, la madre che la ha adottata quando Luciana aveva otto anni.

E’ piccola, curata, vivace la anziana signora che le è accanto e che ogni tanto posa il suo sguardo su questa figlia che le hanno dato “non sa come era ridotta, questo è il risultato di anni di cure e terapie” sottolinea, mentre Luciana si piega infossando la sua piccola testa dentro le spalle, ed è un burattino senza fili ora.

Luciana la abbiamo fatta sposare cinque anni fa, era incinta, lui è un uomo egoista, immaturo, quel figlio non lo ha mai amato, noi abbiamo fatto tanto per loro. Quando Michele è nato lo abbiamo preso io e mio marito, Luciana è rimasta a casa sua, veniva a trovare il bambino, spesso.

Michele è bello, mi adora io sono tutto per lui, sulla carta sono la nonna ma lui è tutto quello che ho ed io per lui sono il mondo intero, più di una madre. Non sa quanto è stato importante quando due anni fa ho perso mio marito, io e Michele ci siamo uniti ancora di più.

Ora Luciana vuole separarsi, dice che il marito la picchia, ma dove può andare, da me non c’è posto, magari le trovo una stanza in affitto. Dimenticavo, dalle analisi risulta che Luciana è sieropositiva, chissà come si è presa pure questo malanno, lei dice che è colpa del marito, lui pretende di avere rapporti quando rientra la notte, e la sveglia. Io non lo so, so solo che è pericoloso che stia troppo vicina a Michele. La vita con me è stata tanto avara, ma mi ha regalato Michele che mi ripaga di tutti i sacrifici che ho fatto.


17 luglio 2011